Calcio e bestemmie: squalificato Rolando Bianchi. L’Italia è come l’Iran (e anche peggio), ma almeno ai Mondiali di calcio gli Azzurri potranno bestemmiare in santa pace
L’ultimo in ordine di tempo è stato Rolando Bianchi, attaccante del Torino che ieri, durante lo spareggio d’andata per la promozione in A termino 0-0 contro il Brescia, avrebbe bestemmiato. A testimoniarlo ci sarebbero il quarto uomo e le riprese televisive di Sky. Bianchi avrebbe bestiemmiato dopo l’uscita dal campo in seguito ad una gomitata di Mareco che gli aveva spaccato il labbro. Questa la cronaca dell’ultimo caso. Il giocatore più forte della sua squadra squalificato per una bestemmia. La serie A a rischio per una bestemmia. Una follia talebana. Per primi ricordiamo erano stati squalificati stati squalificati durante l’ultimo campionato Davide Lanzafame del Parma e l’allenatore Domenico Di Carlo, anche loro “rei” di blasfemia in campo.
Ora, molto semplicemente, ma in quale altro paese del mondo potrebbe succedere una cosa come questa? Iran a parte, ovviamente? Questo paese è l’Italia, dove la laicità dello stato (e dello sport) è una parola vuota, che contiene forse le case in omaggio (o a prezzi stracciati) di Propaganda Fide ai politici o agli amici degli amici (e della Cricca), o le scorribande economiche di specchiata moralità dei Gentiluomini di sua Santità, come ad esempio Angelo Balducci o Herbert Batliner. Gente che di certo non bestemmia a parole, ma nei fatti. Gente che pensa che il crocifisso nelle aule scolastiche delle scuole pubbliche sia un diritto inviolabile, una tradizione italiana, e non un compromesso del fascismo. Gente che crede che il voto dell’ora di religione debba fare media con quello delle altre materie. Sempre nella scuola pubblica, dove l’ora di religione è (ancora) opzionale.
Gente che dunque pensa, appoggiata dalle istituzioni sportive – note per il loro altissimo profilo morale di chiara ispirazione cattolica – che se un giocatore bestemmia in campo debba essere squalificato per un turno. E’ un esempio per i giovani, diranno. A noi pare solo l’esempio dell’ennesimo atto di inquinamento della vita pubblica italiana da parte delle gerarchie ecclesiastiche. Il più ridicolo, certo, ma uno dei più significativi dal punto di vista culturale. Sembra di leggere quei vecchi cartelli sul tram: “Si ricorda che la bestemmia è reato!”. Reato? ( lo è stato in Italia fino al 1999) Le parole non possono essere reato, mai. In Italia, per alcuni, lo sono ancora. Almeno i giocatori della nazionale possono stare tranquilli: gli Azzurri ai Mondiali di calcio 2010 potranno bestemmiare a volontà, come ai vecchi tempi. La chiesa? Inizi a pagare l’Ici su tutte le sue attività commerciali (che non sono poche) e a fare chiarezza sullo Ior e sui Gentiluomini di sua Santità. Ma mi sa che queste cose in Vaticano suonano come la più orribile delle bestemmie.
Quanto hai ragione!
Prova a dire a un veneto di rinunciare al “diocan”. Sarebbe piu’ facile eliminare la virgola dal novero dei segni d’interpunzione maggiori.
amen
Già, in Veneto è come l’aria… bella Ondo!
E’ una delle regole più idiote che esistano. Concede all’arbitro la discrezionalità di decidere se aver sentito o meno la bestemmia ed in ogni caso l’espulsione o la squalifica sono assurde. Infine la bestemmia in dialetto non è perseguibile in quanto se bestemmio in genovese davanti a un arbitro calabrese o romano, mi dite cosa capisce?
Viviamo in uno stato bigotto e ottuso simile all’iran dove la chiesa detta legge ma non osserva la legge , dove il vaticano non paga l’ici sugli immobili ed è sempre stata al centro di scandali finanziari e di corruzione, come il caso ior e via dicendo
Alessandro, è così. Preti e Vaticano in Italia sono il vero contropotere. Putroppo Cavour è morto sul più bello…
Da saltuaria bestemmiatrice, sono tuttavia contraria a espressioni pubbliche di questo genere… non perché mi freghi molto di Dio, per me non è un interlocutore, né di Madonne e Santi… Nemmeno perché importi molto del rispetto di una comunità, visto che assai spesso quella comunità per prima non rispetta i miei pensieri, o peggio pensa che io, da atea, non li abbia. Purtroppo, il dialogo su ciò che è reale in Italia è tuttavia esacerbato a tal punto che la difesa del diritto di dissentire, del diritto di farsi un’ opinione autonoma sulle cose, o di quello di avere uno Stato che non faccia differenza tra le persone in base al loro credo, sono demandate a cose simboliche di questo tipo. Ben venga il tuo articolo allora, Visone, pur tenendo presente che sarebbe bello non arrivare a dover essere volgari per difendersi e ricordando che l’eleganza è un gran valore, anche se non va di moda…
Una bestemmia in campo è solo una semplice imprecazione, non di certo un atto politico. Politico è invece questo folle regolamento. Qui non c’entra la religione, ma solo la bigotta stupidità. In quanto ad eleganza e volgarità, penso che siano più volgari i comportamenti delle parole, sempre e comunque.
hai detto delle cose davvero intelligenti,soprattuto nell’ultima parte. Sono assolutamente d’accordo con quanto detto.